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Gli ordinamenti cittadini durante il Principato
Città, potere feudale e monarchia interagiscono attraverso privilegi, capitoli e norme locali, mostrando come le comunità urbane partecipassero attivamente alla costruzione dell’ordine giuridico.

Il Principato di Taranto: privilegi, società e governo
Privilegi, fiscalità e istituzioni raccontano una città feudale tutt’altro che passiva. L’universitas negozia con il principe, difende i propri interessi e conquista spazi di partecipazione politica e amministrativa.

Il 1463: La fine del Principato
La morte di Giovanni Antonio del Balzo Orsini chiude l’età del Principato. Taranto sceglie di diventare città demaniale sotto Ferdinando I d’Aragona e trasforma la propria dedizione alla Corona in una negoziazione per ottenere privilegi e nuove libertà economiche.

Il Codice della pesca
Nel Quattrocento il Libro Rosso della Dogana organizza pesca, controlli, divieti e tutela delle risorse marine. Un vero sistema di governo del mare, nel quale interessi economici e conservazione dell’ecosistema procedono insieme.

La Pesca nel medioevo
Nel Medioevo il mare tarantino viene suddiviso in peschiere e regolato attraverso concessioni, licenze e divieti. Un sistema che controlla l’accesso alle risorse e ne tutela la capacità di rigenerarsi.

L’intervento delle Regia Camera della Sommaria
Tra Quattrocento e Cinquecento la Regia Camera della Sommaria interviene contro pratiche di pesca dannose, frodi e violazioni. La tutela del mare passa così attraverso controlli più severi e sanzioni più efficaci.

La pesca: fonti giuridiche e letterarie
Giovine, D’Aquino, Carducci e Gagliardo raccontano una tradizione fondata sulla conoscenza di specie, luoghi, stagioni e tecniche. Un sapere pratico che diventa anche strumento per governare e preservare la ricchezza del mare.

Le Istruzioni del Codronchi
Nel 1793 le Istruzioni Codronchi rafforzano la tradizione del Libro Rosso con nuovi controlli su strumenti, stagioni e modalità di pesca. Cambiano le norme, ma resta centrale l’equilibrio tra produzione e tutela delle risorse.

Il decennio francese: liberalizzare e riformare la pesca
Il governo napoleonico prova a riorganizzare la pesca tra libertà economica e tutela delle risorse. Taranto e il suo Libro Rosso diventano un riferimento per un progetto di riforma specie per tutelare l’ecosistema marino dalla nuova tecnica di pesca con le “paranze”.

La Restaurazione: antiche regole e nuovi conflitti
Il governo borbonico mantiene in vigore il Libro Rosso, ma nuove tecniche come le paranze mettono sotto pressione l’equilibrio del mare tarantino. La tutela delle risorse si intreccia sempre più con conflitti economici e territoriali.

Il rescritto del 1846, la privativa e i confini del mare di Taranto
Il rescritto sovrano del 1846 prova a definire i limiti dell’antica privativa di Taranto e a regolare l’accesso ai suoi mari ma aprì nuovi dubbi e riaccese il conflitto tra pescatori tarantini e forestieri; il nodo diventò stabilire dove potessero valere gli antichi diritti dei pescatori tarantini. Mar Piccolo, Mar Grande e costa ionica assumono regole diverse, tra libertà di pesca e protezione delle risorse.

Dopo l’Unità: consuetudini e legge nazionale
L’Italia unita cerca regole comuni per la pesca, mettendo in discussione il sistema del Libro Rosso. La legge del 1877 trova infine un equilibrio tra principi nazionali e specificità locali, facendo di Taranto un riferimento per la nuova legislazione.

Taranto laboratorio della nuova legislazione sulla pesca
I regolamenti del 1880 e 1882 aggiornano le antiche regole tarantine alla luce delle nuove esigenze dello Stato. Tradizione, esperienza dei pescatori e conoscenza scientifica si incontrano in un modello normativo in continua evoluzione.

Il Mar Piccolo tra crisi ambientale, interessi e gestione pubblica
Tra fine Ottocento e primo Novecento il Mar Piccolo diventa terreno di confronto tra pescatori, Comune e iniziativa privata. Inquinamento, sfruttamento e fallimento della concessione privata conducono nel 1913 alla scelta della gestione comunale.

Taranto tra mare e industria: una storia di equilibri
Dal Libro Rosso all’Arsenale, fino alla grande siderurgia, Taranto cambia insieme al rapporto tra città e mare. Una storia che mostra come sviluppo, ambiente e lavoro possano reggere nel tempo solo attraverso una gestione integrata delle risorse.